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Innovazioni, annunci e proclami: e gli ITP?

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Nelle linee guida de #labuonascuola non si trova alcun riferimento alla figura degli ITP


Innovazioni, annunci e proclami: e gli ITP? mercoledì 24 settembre 2014

Studiando le linee guida de #labuonascuola non si trova alcun riferimento alla figura degli ITP, eppure gli Insegnanti Tecnico Pratici (ITP), ai quali sono affidate le discipline di laboratorio negli istituti tecnici e professionali, rappresentano una parte numerosa dei docenti degli istituti delle scuole secondarie di secondo grado.

I numerosi richiami all´importanza delle attività di laboratorio e al "Saper Fare" nelle linee guida de #labuonascuola dovrebbero garantire agli ITP di vedere riconosciuto un ruolo importante nell´applicazione delle linee guida.

Nel testo leggiamo: "C´è un luogo dove formazione e progettualità si incontrano in maniera naturale, dove la lotta alla dispersione scolastica è più efficace, dove si costruisce il futuro lavorativo dei nostri ragazzi e quello produttivo della nostra economia. Sono i laboratori che caratterizzano in particolare (ma non solo) i nostri Istituti Tecnici e Professionali"

Apparentemente queste affermazioni potrebbero far nascere aspettative positive, data la criticità della situazione per molti docenti di laboratorio, ma noi ITP sappiamo bene che non è possibile illudersi!

Proprio in questi ultimi anni, infatti, grazie alla "Riforma Gelmini", che ha decretato il dimezzamento e il frazionamento delle ore di insegnamenti pratici, gli ITP si sono visti relegare nelle Dotazioni Organiche Provinciali, senza più poter portare avanti gli insegnamenti e senza la speranza di poter essere di nuovo titolari di una normale cattedra.

A conferma della criticità della situazione degli ITP è stata analizzata la situazione degli esuberi nella scuola Italiana, sulla base dei dati pubblicati dal Miur in data 7/8/2014 sui Contingenti per le nomine dei docenti.

In via preliminare sono stati esaminati i numeri relativi ai soli esuberi in ogni ordine di scuola e su un totale di 7.553 docenti in esubero, si può osservare che il problema del sovrannumero riguarda quasi esclusivamente la scuola secondaria di II grado, con 7071 insegnanti in esubero.

In questa fase si è scelto di non prendere in esame le disponibilità di cattedre, che pure esistono in alcuni casi, e che appaiono contemporaneamente agli esuberi, per ogni classe di concorso. Le cattedre, infatti, sono assegnate su base provinciale e per questo motivo il numero dei docenti senza cattedra non può essere compensato dagli esuberi in altre provincie, dove potrebbero esistere realtà territoriali diverse che influiscono sulle iscrizioni.

Nel grafico il quadro completo: 




Successivamente si è analizzata la composizione del gruppo di 7.071 docenti in esubero nella scuola secondaria di II grado. La ripartizione tra le tabelle che rappresentano le tipologie di insegnamento è la seguente:




Nella successiva tabella sono elencate le classi di concorso che hanno più di 150 docenti in esubero su tutto il territorio nazionale. In questo caso è stato calcolato il numero degli esuberi per differenza, su base nazionale, avendo sottratto le disponibilità calcolate in base all’organico di Diritto per l’anno scolastico 2014/15 (l’elenco completo degli esuberi raggruppato per classi di concorso è disponibile nell’ Allegato n. 1):




La tabella è ordinata in base al numero degli esuberi residui sul territorio nazionale. Osservando la denominazione delle diverse classi di concorso si può notare che alcuni tra gli insegnamenti che si trovano ai primi posti tra gli esuberi sono riconducibili alle discipline che le linee guida de “La Buona Scuola” intendono valorizzare, si auspica quindi che ci saranno concrete possibilità di riassorbire una parte di questi docenti in esubero.

L’analisi si è soffermata, a questo punto, sulle classi di concorso inserite nella tabella C cioè le discipline di laboratorio negli istituti tecnici e professionali.

La seguente tabella indica gli esuberi tra gli ITP, prendendo in esame le classi di concorso in esubero a livello nazionale con un numero superiore a 40 docenti (nell’ Allegato n.2 la tabella completa).




Si può facilmente constatare che le classi di concorso che appaiono nei primi posti dell’elenco hanno subito pesanti tagli all’organico fino a quasi il 50% dei posti complessivi come è accaduto per la prima voce dell’elenco il Laboratorio di Informatica Gestionale. È da evidenziare anche che le prime due voci delle tab. 2 e 3 coincidono!

Se si considera che la riforma Gelmini ha, di fatto, decretato la fine delle attività pratiche negli istituti superiori, così come erano state portate avanti fino a quel momento, frantumando il monte ore dei docenti di laboratorio. (Per approfondire questo aspetto si consiglia la lettura dell’articolo “Attenzione stanno scippando le attività di laboratorio alla scuola pubblica per privatizzarle!” pubblicato nel sito del Centro Studi Gilda), tenuto conto che, comunque si tratta di piccoli numeri, in proporzione al numero complessivo di docenti in servizio, ci chiediamo: perché non si provvede immediatamente a ripristinare un quadro orario di laboratorio rapportabile a quello in vigore prima della Riforma Gelmini?

A distanza di cinque anni dall’introduzione della riforma, registriamo una situazione critica per la maggior parte degli ITP, sia che abbiano conservato la cattedra, sia che si trovino nelle Dotazioni Organiche Provinciali.

I docenti rimasti in organico hanno cattedre formate da numerose classi, spesso appartenenti a diversi istituti. Il loro insegnamento, in compresenza con molti colleghi, di diverse discipline, è a questo punto del tutto ininfluente, oppure, come sta avvenendo sempre più spesso, l’attività di laboratorio è sottratta al docente ITP e, di fatto, esercitata dal docente teorico, già oberato da tutti gli altri aspetti della disciplina e che, quindi, difficilmente potrà riservare allo sviluppo delle attività pratiche la stessa attenzione che verrebbe dedicata da chi ha la formazione e l’esperienza specifica nel proporre le attività di laboratorio.

A fronte di un ridotto numero di ITP inseriti in organico, è stato generato un esercito di ITP in esubero, destinato ad un calvario annuale denominato “Mobilità”, per conoscere quale sarà la sede di servizio ad ogni nuovo anno scolastico, ben sapendo che non ci saranno speranze di essere riassorbiti, essendo generalmente docenti giovani, non in età di pensionamento. Questo folto gruppo di docenti vive uno stato di precarietà perenne, viene utilizzato nelle scuole per le attività più disparate, anche con cattedre a 0 ore, completamente a disposizione per le supplenze per l’intero anno scolastico. Non hanno la possibilità di portare avanti progetti ed attività, non insegnando nelle classi e non avendo la continuità di servizio in uno stesso istituto.

Dall’osservatorio del Coordinamento ITP Gilda ci viene continuamente riferito che questa situazione è molto frustrante e i docenti costretti a questa trafila sono ormai privi di speranze e spesso purtroppo demotivati.

Leggendo la seguente affermazione a pag. 41 delle linee guida de #labuonascuola: “Serve ridare dignità fiducia prospettiva a coloro che ottengono l’abilitazione” , noi ITP ci domandiamo: “Ci sarà mai qualcuno che tenterà di ridare anche a noi dignità, fiducia e prospettiva?

Sentiamo sempre parlare di diritti acquisiti quando si vanno a toccare le prerogative di alcune categorie, ma i nostri diritti acquisiti non li tutela nessuno? Io personalmente ho rinunciato ad altro impiego, anche molto qualificato, per poter insegnare in laboratorio e ora mi ritrovo in una situazione di precarietà, in qualità di D.O.P., senza prospettive future.

Eppure non sarebbe così difficile risolvere il problema degli ITP, peraltro a costo zero!

Trattandosi di docenti assunti a tempo indeterminato, innanzitutto è necessario ripristinare un numero maggiore di ore di insegnamento per le discipline di laboratorio, anche per garantire la qualità delle attività pratiche, in questo momento di transizione in attesa di una nuova riforma, occorre poi considerare singolarmente la situazione delle diverse classi di concorso, analizzando le prospettive di utilizzo delle singole professionalità dei docenti e valorizzando i titoli e le abilitazioni conseguiti da questo personale in esubero al fine di consentire, in tempi brevi, le necessarie riconversioni in altri tipi di insegnamento, anche in ordini di scuole diverse.

A conclusione di questo studio si può affermare che attualmente sono in servizio migliaia di docenti che, pur potendo essere utilmente utilizzati negli istituti tecnici e professionali per migliorare l’offerta formativa, sono invece accantonati, senza tener conto dell’importante apporto che potrebbero dare con la loro esperienza professionale.

Non si tratta forse di spreco di risorse pubbliche?

Anna Rita Allegrini
Coordinamento ITP Gilda

 

ARGOMENTI:  buonascuola, professionali, tecnici, ITP,

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