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DDL scuola: lettera aperta ai senatori pugliesi di maggioranza

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Iniziativa unitaria delle segreterie regionali pugliesi di FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, SNALS Confsal e GILDA Unams


DDL scuola: lettera aperta ai senatori pugliesi di maggioranza martedì 9 giugno 2015

Illustrissimi e stimatissimi Senatori pugliesi di maggioranza
,
con questa lettera aperta le scriventi OO. SS., da sempre impegnate nella tutela dei diritti dei lavoratori del comparto scuola, intendono esternarvi i molteplici motivi di opposizione che fino ad oggi hanno trovato scarsa, se non inesistente, capacità d´ascolto da parte dei parlamentari che sostengono, con il proprio voto, l´attuale maggioranza di governo.

A pochi giorni dalla competizione elettorale regionale possiamo affermare, con ragionevole certezza, che l´incapacità del Governo di prestare ascolto alle proteste del mondo della scuola, ha provocato un drastico ridimensionamento, quasi un dimezzamento del bacino di voti espresso a favore del Governo dall´elettorato italiano in occasione del voto per il rinnovo del Parlamento Europeo.

A maggior ragione ci chiediamo come possa ora il governo restare così indifferente e sordo di fronte alle diffuse richieste di riconsiderare radicalmente l´impianto di un disegno di riforma della scuola che tanta opposizione incontra dentro e fuori il sistema dell´istruzione statale e quale sia la reale intenzione che muove la classe politica che oggi governa il Paese nel voler "ignorare" tutte le iniziative di resistenza che insegnanti, ATA, precari, associazioni, famiglie, studenti hanno messo in cantiere in queste settimane.

Sarà un caso, ma a noi sembra che l´aggressività con cui questo governo si scaglia ogni giorno contro i sindacati sia in perfetta sintonia con un´idea di riforma del sistema scolastico nel quale le finalità educative sono commutate in finalità di mercato, tese a trasformare le scuole da luoghi di confronto e creatività formativa in anonimi contesti "addestrativi " al lavoro il cui glossario sempre più è costituito da parole chiave quali efficienza, meritocrazia, produttività, competitività, profitto.

Il governo ha inoltre commissariato finanche il voto del Senato. Ne è prova la nota suggerita ai Direttori regionali con cui il MIUR ha anticipato, in modo inopportuno e dannoso, il DDL ancora non approvato proprio mentre è diffusa la protesta e al Senato si discutono gli emendamenti. Tale nota, chiaramente illegittima, non solo ha mortificato il ruolo del Senato derivante direttamente dal dettato costituzionale ma ha esposto i dirigenti scolastici a responsabilità improprie che avrebbero aumentato il livello di conflittualità nelle singole scuole. Solo il pronto intervento delle OO.SS. unitarie ha ripristinato la legittimità delle prerogative parlamentari imponendo al MIUR di risponderne in Parlamento.

Care Senatrici e cari Senatori, come ha dimostrato l´altissima adesione allo sciopero del 5 maggio, insieme alle fiaccolate in decine di città italiane e allo sciopero degli scrutini, tutta la scuola italiana rifiuta questo provvedimento e avete pochissimo tempo per bloccare la chiamata diretta dei docenti, la valutazione finalizzata al merito individuale, approvando subito un piano pluriennale di assunzioni, e la riapertura dei rinnovi contrattuali.

Noi vi chiediamo di testimoniare, con il vostro voto contrario, l´impegno a che si avvii un vero confronto, per una revisione radicale del testo licenziato dalla camera, condizione indispensabile per riaprire il dibattito sui temi realmente improrogabili di un´autentica riforma del sistema
scolastico nazionale.


" La scuola è un corpo" nel quale ci sono i dirigenti, gli insegnanti, gli ATA, ci sono gli studenti, ci sono le famiglie: non serve l´accentramento del potere - che aumenterebbe i conflitti e la difficoltà di gestire la scuola - ma serve il confronto, la discussione e la condivisione delle scelte, delle responsabilità e delle idee più utili alla soluzione dei problemi.

          
                                                 FERMATE IL DDL, NOI NON CI FERMEREMO!

 




ARGOMENTI:  buonascuola, territorio, renzi, governo,

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