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Le promesse mancate della politica sulla scuola e sui docenti

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Inutile che i politici promettano se non stanziano impegni economici né presentano programmi. Il punto del Coordinatore nazionale, Rino Di Meglio


Le promesse mancate della politica sulla scuola e sui docenti mercoledì 27 dicembre 2017
In attesa di quel contratto che doveva essere chiuso entro il 2017, dopo ben otto anni di vacanza contrattuale (dizione che, tradotta dal burocratese, significa che per tutti quegli anni i docenti sono stati costretti a vivere con lo stesso stipendio, mentre il costo della vita aumentava vertiginosamente e perciò difficilmente avrebbero potuto godersi la vacanza), abbiamo pensato di ripercorrere il cammino scivoloso delle promesse dei politici, di fronte alle quali quelle da marinaio risultano roba da dilettanti.
 
Vediamo dunque insieme, perché la conservazione della memoria è cosa buona e giusta, quanto era stato promesso per confrontarlo a cose fatte con la realtà effettuale e cerchiamo di capire, con l’ aiuto del Coordinatore nazionale della Gilda, Rino Di Meglio, quali di quelle assicurazioni non potevano che essere illusioni diffuse con piena consapevolezza da parte della politica che sarebbero state disattese.
 
1) Di Meglio, i giornali ci ricordano una lunga serie di promesse sul rinnovo contrattuale dei docenti, in attesa da otto anni. Promesse trionfanti che rimarranno tali. Quali di queste promesse erano già in partenza inapplicabili e quali avrebbero potuto essere mantenute se ci fosse stata una sincera disponibilità politica?

a) 7 Maggio 2017. Ministra Fedeli: Il rinnovo del contratto dei docenti va sottoscritto entro la fine del 2017.
Si tratta dell’unica promessa che poteva essere rispettata, anche se ormai i tempi sembrano molto ristretti perché al momento in cui scriviamo manca appena un mese alla fine dell’anno, festività comprese, e sicuramente per redigere un buon contratto non bastano pochi giorni. C’è inoltre da considerare che il contratto del comparto Scuola, Università, Afam e Ricerca è molto complesso perché ne comprende quattro in uno.
Tutte le altre promesse (riportate nel riquadro in questa pagina n.d.r), che riguardano la triste condizione economica degli insegnanti italiani, erano enunciazioni puramente “politiche” in quanto il Governo, del quale fa parte la ministra Fedeli, non ha fatto corrispondere quegli impegni economici necessari alla loro realizzazione né presentato programmi per risalire la china.
 
2) Come si svolgono gli incontri tra Amministrazione e sindacati per discutere dei temi relativi al rinnovo? Quali elementi sono preponderanti nelle valutazioni?
Gli incontri per il rinnovo del contratto si svolgeranno all’Aran.
Purtroppo in tutte le valutazioni l’argomento preponderante è quello economico. Faccio un esempio banale: se dovessimo richiedere al tavolo della contrattazione un giorno in più di permesso retribuito per i docenti, l’Aran ci risponderebbe subito facendo il conteggio del costo di quella giornata e lo sottrarrebbe dalle risorse già magre stanziate per l’aumento delle retribuzioni.
Poi gli sforzi di migliorare le condizioni di lavoro nelle scuole sono spesso vanificati dai dirigenti scolastici che frequentemente non sono in grado o non vogliono rispettare le norme contrattuali. Potrei fare, a tal proposito, moltissimi esempi, ma mi limito a citare il piano annuale delle attività, che dovrebbe dare agli insegnanti la certezza dell’orario di lavoro, l’obbligo della forma scritta nell’assegnazione degli incarichi e l’obbligo di concludere la contrattazione d’istituto entro il primo mese di scuola. Non essendo previste sanzioni, registriamo purtroppo violazioni sistematiche e generalizzate del contratto che si possono risolvere soltanto nelle aule dei tribunali.
Con la scusa dell’autonomia, l’Amministrazione scolastica centrale e periferica se ne lavano le mani.
 
3) Chi decide la modalità degli incontri e il calendario? Perché i sindacati non hanno premuto per accelerare i tempi?
Modalità e calendario degli incontri sono stabilite dall’Aran. Tutti i sindacati hanno fatto pressioni per accelerare i tempi, ma il vero responsabile del ritardo è il Governo perché, fino a quando le risorse non saranno disponibili con l’approvazione definitiva della Legge di Stabilità, non sarà possibile concludere alcun contratto.


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Parole Parole
Breve ma rappresentativa rassegna stampa sulle dichiarazioni della ministra Fedeli sul rinnovo contrattuale dei docenti


7 maggio 2017
Il rinnovo del contratto dei docenti va sottoscritto entro la fine del 2017: conterrà i nuovi criteri sulla valutazione, compreso il bonus annuale, previsti dalla L.107/15. A dirlo è stata la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, intervistata domenica 7 maggio dalla giornalista Lilli Gruber al Festival della Tv.
“Voglio il rinnovo contrattuale entro quest’anno”, ha detto la responsabile del ministero dell’Istruzione.
 
16 giugno 2017
Valeria Fedeli, si legge su Il Fatto Quotidiano, non nasconde che il suo obiettivo è aumentare lo stipendio dei docenti: “Si devono saper accompagnare anche contrattualmente le innovazioni che si vogliono portare nella scuola. Dobbiamo ridare autorevolezza e riconoscimento economico a chi insegna perché è una delle professioni più importanti. La battaglia culturale e politica è quella di riconoscere economicamente il valore di questo mestiere. Solo così potremo avere l’architetto che sceglie di insegnare.


30 giugno 2017
«Gli insegnanti? Dovrebbero guadagnare il doppio». No, non è un sindacalista in trincea per il rinnovo del contratto bloccato da otto anni a parlare così, ma la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, ospite di David Parenzo alla trasmissione L’Aria che tira di La7. «Io penso che quella dell’insegnante dovrebbe essere una delle professionalità maggiormente pagate in questo Paese perché hanno in mano il futuro e il destino dei giovani», ha detto Fedeli tornando a vestire per un attimo i panni della sindacalista di lungo corso. «Ma quanto secondo lei?», le ha chiesto Parenzo. «Il doppio di quello che prendono oggi».«Quindi circa tremila euro?». «Più o meno - ha risposto lei -. Come del resto fanno negli altri Paesi, la Francia e la Germania, in particolare in Germania».


19 luglio 2017
“Il confronto è uno strumento essenziale e il dialogo deve essere costruttivo. Docenti pagati poco? Hanno bisogno del rinnovo del contratto, sono passati 8 anni! Rinnovo e aumento in busta paga? Assolutamente, abbiamo già due accordi sindacali stipulati durante il governo precedente. Partiamo da qui. L’aumento si aggira sugli 85 euro medi. Diamo riconoscimento sociale ed economico a queste persone”.


23 agosto 2017
Non è giusto che “la retribuzione dei docenti sia la più bassa di tutta la Pubblica amministrazione“Lo afferma al Meeting di Cl la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli,aggiungendo di essere pronta a fare la battaglia” per l’aumento degli stipendi.
“Se si ritiene importante, quale in effetti è, il ruolo dei docenti e dell’insegnamento – spiega Fedeli – lo devi socialmente riconoscere, anche dal punto di vista retributivo”.


(da Professione docente, gennaio 2018)

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