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Responsabilità e Scuola: i temi di una relazione necessaria

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Padova, resoconto del Convegno nazionale


Responsabilità e Scuola: i temi di una relazione necessaria martedì 12 marzo 2013

I Convegni nazionali annuali organizzati dalla Gilda di Padova sono ormai una realtà consolidata. Quello svoltosi l´11 marzo 2013 doveva invero tenersi nell´autunno 2012, ma lo si dovette differire per ragioni organizzative. Quest´anno l´argomento era "Responsabilità e scuola: i temi di una relazione necessaria"; relatori il prof. Giorgio Quaggiotto (La responsabilità in "orizzontale"), il giudice Pier Camillo Davigo (La scuola educa alla legalità e alla realtà?), il prof. Carlo Schiavone (Facciamo i "conti" con la scuola). Dopo quella del giudice Davigo doveva aver luogo la relazione del giornalista e scrittore Gian Antonio Stella, impedito a intervenire da urgenti ragioni di salute. Ha introdotto e concluso i lavori, moderando altresì il dibattito, la responsabile di redazione del nostro giornale Renza Bertuzzi.

Il Convegno, stante l´attualità del tema sia per i problemi giuridici che la responsabilità coinvolge, sia per l´influenza che essa ha sul vivere stesso degli operatori scolastici, ha visto un pubblico assai numeroso. Dopo i saluti del dirigente dell´Ufficio scolastico provinciale di Padova e del vice-coordinatore nazionale della Gilda (in rappresentanza del coordinatore Rino Di Meglio impegnato a Roma), la prof. Bertuzzi ha introdotto i lavori puntualizzando le tre "sottodomande" del tema del Convegno: "Per la scuola chi risponde", "Di che cosa risponde", "A chi risponde". Ha rilevato come la scuola sia in mezzo a un guado passando da Istituzione della Repubblica a servizio all´utenza, e addirittura a servizio a domanda. A indebolire la posizione della scuola hanno concorso altresì la rottura del patto che vigeva tra la collettività e la sua scuola, nell´ambito della più ampia rottura di quella tra cittadini e istituzioni, e, da maggior tempo, l´affermarsi di tendenze neoliberistiche principalmente di origine d´oltre-Atlantico. Ci si chiede se sia possibile ristabilire quel patto e come ciò si possa fare.

Il prof. Quaggiotto ha introdotto la sua relazione prendendo posizione contro la "didattica di Stato" che ormai contraddice il principio ontologico su cui si regge la scuola: un adulto che sa di fronte a un bambino o giovane che non sa. La società ha scambiato la non corrispondenza - misurata in modo meccanico e quantitativo - dei docenti agli schemi di questa didattica per inadeguatezza e impreparazione: a queste si cerca di rimediare con l´invasività della collegialità e del potere del Dirigente. Ne risulta una cattedra "vuota" , cioè un insegnamento impersonale.

Il giudice Davigo ha esordito con alcune osservazioni storiche, in base alle quali emerge che da un lato sembra che alla scuola non abbia più i compiti di un tempo, cioè socializzare i fanciulli e i giovani e selezionare la classe dirigente; dall´altro la classe politica non ha saputo affidare alla scuola un compito inerente alle odierne condizioni. Invero, precisa Davigo, il primo compito, quello di socializzare i giovani, cioè di inserirli in un contesto positivo di cittadinanza e di legalità, neppure un tempo era svolto in modo soddisfacente a causa di storture educative che portavano all´omertà o alla slealtà già nelle elementari. Del tutto diversa, per esempio, l´etica presente nella vita scolastica statunitense, ove manifestazioni di furbizia, slealtà e opportunismo endemiche presso di noi sono in sé inconcepibili, e quand´anche si verificassero, non pagherebbero in nessun modo. Occorre quindi ripensare alla funzione della scuola. L´intervento "meccanico" con corsi di legalità non serve; qualche risultato si può ottenere rimuovendo fattori corruttivi presenti negli ordinamenti stessi: per esempio passare da esami di fine ciclo a esami d´ingresso nel ciclo successivo, quindi sostenuti davanti ad esaminatori ignoti all´esaminando e a chi lo ha preparato e lo presenta.
Nella seconda fase del suo intervento egli, richiesto in particolare dal prof. Tortorici, ha affrontato in modo diretto il tema della responsabilità dell´insegnante, classificandone le fattispecie dal punto di vista giuridico: responsabilità penale, civile, amministrativa; penale per dolo o per colpa; amministrativa, che difficilmente riguarda l´insegnante. Ha precisato i limiti delle punizioni, mettendo in evidenza ciò che in esse vi può essere di illecito oltre che di inopportuno dal punto di vista educativo. Ha rassicurato gli insegnanti contro l´enfatizzazione della responsabilità e gli eccessivi timori che ne derivano; ha raccomandato di cautelarsi, in ogni caso, con una copertura assicurativa, del resto poco costosa.

Il dibattito è stato interessante, per la pertinenza delle domande e per le diverse sensibilità che sono emerse. Il primo intervento è stato quello del prof. Franciosi proboviro nazionale della Gilda : egli ha messo in evidenza il carattere duplice della responsabilità nella scuola: quella legale e burocratica e quella formativa ed etica. Oggi la prima ha ormai soverchiato la seconda. Il prof. Aloi ha denunciato il perdurante carattere autoritario e repressivo della nostra scuola, rilevando come solo nel ´68 si ebbe un momento di efficace rivendicazione di libertà da parte degli studenti. La prof. Valeria Pagin ha riportato l´attenzione sulla responsabilità che i docenti dovrebbero assumersi quando sono chiamati a deliberare negli organi collegiali; e auspica che un domani gli insegnanti possano riprendere il governo della scuola. La signora Boschetti, insegnante elementare, ha sottolineato la difficoltà del compito dei maestri, di fronte a genitori completamente diversi da quelli di un tempo, e a bambini che giungono in classe I° privi di qualunque educazione e autodisciplina.

Nel pomeriggio, il professor Carlo Schiavone ha relazionato sul tema delle responsabilità civile dei docenti.

 

 

ARGOMENTI:  territorio, convegno, padova,

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