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Chiamata diretta docenti: la Consulta boccia la legge lombarda

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Confermata la nostra battaglia: il reclutamento dei docenti è riserva di legge statale


Chiamata diretta docenti: la Consulta boccia la legge lombarda giovedì 25 aprile 2013

"La Consulta ci dà ragione: l´assunzione diretta dei docenti è incostituzionale".

Il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio, accoglie con esultanza la sentenza con cui la Corte Costituzionale ieri ha bocciato la legge numero 7 del 2012 emanata dalla Regione Lombardia che, per valorizzare il principio dell´autonomia scolastica, ha creato un sistema in base al quale ciascuna scuola può bandire concorsi per il reclutamento degli insegnanti precari con incarico annuale.

"Il personale scolastico - scrivono i giudici nella sentenza - è alle dipendenze dello Stato e non delle singole Regioni. Ne consegue che ogni intervento normativo finalizzato a dettare regole per il reclutamento dei docenti non può che provenire dallo Stato, nel rispetto della competenza legislativa esclusiva di cui all´articolo 117".

Secondo la Corte Costituzionale, "la valorizzazione dell´autonomia non può spingersi fino al punto di consentire ai singoli istituti scolastici di scegliere il proprio personale docente con concorsi locali".

Pollice verso della Consulta anche in merito anche al fatto che la legge lombarda limita la possibilità di assunzione del personale docente, scelto nell´ambito delle graduatorie provinciali ad esaurimento, ai soli incarichi annuali, "avendo come obiettivo quello di favorire la continuità didattica; anche il personale docente assunto con contratto a tempo determinato fa ugualmente parte del pubblico impiego".

Dalla Corte Costituzionale arriva, dunque, una stroncatura netta: "La previsione della possibilità di reclutare docenti con modalità stabilite da una legge regionale - affermano i giudici - è in evidente contrasto con quanto sancito dall´articolo 117 della Costituzione".

"Questa sentenza - commenta Di Meglio - conferma la validità della battaglia condotta dalla Gilda contro una norma che, interpretando arbitrariamente il principio dell´autonomia scolastica, ha cercato di scavalcare la legge fondamentale dello Stato italiano".


Roma, 25 aprile 2013
Ufficio stampa Gilda degli insegnanti


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