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Professione docente 2020: rimuovere la cappa

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Nel nuovo numero in evidenza i risultati utili e positivi ottenuti dalla Gilda degli insegnanti per rinnovare la fiducia dei docenti e spingerli a rimuovere quella cappa che aleggia su molte scuole della Repubblica


Professione docente 2020: rimuovere la cappa domenica 29 dicembre 2019
Sì, si può di uscire dalla soggezione e rimuovere quella cappa che aleggia su molte scuole della Repubblica. Non che manchino i motivi di questa “sofferenza” nella professione docente: Rino Di Meglio, nel suo Punto, Uscire dalla soggezione si può, enumera tutti gli elementi non certo secondari che affliggono ormai la condizione degli insegnanti nella scuola. E’ vero, egli ci dice, ma è vero anche che l’azione sindacale, della Gilda, ha ottenuto diversi risultati positivi, passi che uno dopo l’altro stanno modificando un impianto normativo distruttivo. Questi risultati devono rinnovare la fiducia dei docenti e spingerli ad un impegno rinvigorito per uscire dalla soggezione.
 
Effettivamente, come abbiamo mostrato anche nei precedenti numeri del giornale, l’azione sindacale e professionale della Gilda ha mostrato la sua utilità. Parliamo di risultati non secondari che abbiamo presentato e presentiamo senza i toni trionfalistici e rumorosi che caratterizzano una propaganda politica demagogica e insincera, ma semplicemente con i nudi e semplici fatti.

La Storia, 
intanto, e il ripristino delle tracce di questa disciplina nell’ esame di Maturità.  Ester Trevisan, Cronaca di una vittoria auspicata, ripercorre il cammino di protesta e di proposta della Gilda contro la decisione di eliminare dalla prova scritta dell’esame di Stato la possibilità di trattare un argomento storico. Ebbene, il Ministro della Pubblica Istruzione ha riportato la procedura alle norme precedenti, reintroducendo le tracce di storia e abolendo la “lotteria” delle tre buste, contro cui la Gilda aveva protestato. Ancora la Storia, con due riflessioni di  storici di vaglia: Adolfo Scotto di LuzioA margine di una discussione sull’importanza di insegnare la storia e Giovanni De Luna, Il web e la sfida insidiosa  alla storia.
 
Poi, l’ottimo successo, condiviso con l’azione sindacale congiunta, di un Contratto per la Formazione dei docenti che ripristina la centralità del Collegio dei docenti su questa materia e introduce altro, di cui scrive Fabrizio ReberscheggCcni sulla formazione: un importante passo in avanti per la centralità del collegio dei docenti.
 
L’ utilità dell’azione sindacale è anche e soprattutto nella critica, costante, rigorosa e mai pregiudiziale e di parte. Mai la Gilda ha avuto Governi amici a cui abbia risparmiato critiche, sempre ha evidenziato a tutti scelte sbagliate dimostrando, nel merito, come quelle scelte fossero lesive della funzione istituzionale della scuola. Ecco dunque, in questo numero, un insertoScuola così non va!, dove vengono analizzati  non solo  alcuni punti ricorrenti della visione di una scuola” nuova”:  Giovanni Carosotti scrive su Le soft skills, una storia vecchia; Danilo Falsoni Sulla didattica delle competenze, per una rivalutazione della conoscenzama anche  il testo sull’ Educazione civica nella scuola, Ridare dignità alla politica contro la falsa idea della cittadinanza digitale,  da parte di  Maurizio Viroli, il quale  con l’ acribia della sua  alta competenza, ne evidenzia incongruenze, illogicità, veri e propri errori.


Critiche sono anche quelle di Gianluigi DottiLe buone intenzioni non bastano sull’ esame del Documento di Economia e Finanza che non riserva investimenti aggiuntivi alla scuola; di  Alberto DaineseNon lasciare indietro nessuno”: due modi d’intenderla, un’ acuta analisi sul modo attuale di trattare i casi problematici a scuola; di Rocco Antonio NuceraDiritto all’istruzione democratica e meritocratica, un invito deciso a ripristinare la qualità della nostra democrazia,  intervenendo su un sistema scolastico che produce ignoranza e non cultura; di Fabrizio Reberschegg, che analizza il disastro annunciato degli Istituti professionali, Imparare lavorando, e imparare a lavorare; di Sergio TorcinovichLa scuola, insegnanti compresi, al servizio delle aziende, commento acuminato- come è doveroso- alle prove tecniche di Autonomia del Veneto e del suo Assessore all’ Istruzione, Elena Donazzan.
 
Poi le informazioni, anche queste necessarie e utilissime:  Antonio Antonazzo continua l’ informazione precisa e sintetica del Decreto che dovrebbe chiudere la questione del precariato, Intese per decretoRosario Cutrupia, nel suo  tradizionale appuntamento, riformula con accurata precisione, il dossier  sul pensionamento,  Quando e come andare in pensione (e con quanto).
 
Ancora, lo sguardo nelle vicende interne e tragiche, Valeria Ammenti, Cosa ci dice la  tragedia  del  piccolo Leoin cui la doverosa pietà non impedisce  constatazioni sincere sulle condizioni del servizio scolastico; e la finestra sul mondo: Ave BollettaIl segreto del successo della scuola in Finlandia, un’ intervista ad un insegnante finlandese molto istruttiva, che rivela come parte del successo sia la grande considerazione sociale ancora riservata agli insegnanti; Marco  Morini  racconta come, solo da pochi giorni, la Scozia abbia abolito le scuole separate tra maschi e femmine, Separati a scuola.
 
Infine, Fabrizio Tonello, La società in retrocessione, recensendo due saggi , tiene viva l’ attenzione sul problema dell’ ineguaglianza sociale e dell’ arretramento dei  relativi diritti e Massimo Quintiliani segnala un testo adatto ai docenti di nuova nomina L´arte di insegnare: Consigli pratici per gli insegnanti di ogge presenta  Bari, città cosmopolita da San Nicola ai Normanni.
Materiale vario e composito per conoscere, sapere e reagire con cognizione di causa.


                                                                                 Renza Bertuzzi 


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