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Merito, anche Napoli dice no alla sperimentazione

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Spontaneo e dilagante il rifiuto delle scuole napoletane di aderire al progetto ministeriale


Merito, anche Napoli dice no alla sperimentazione lunedì 3 gennaio 2011

Dopo Pisa, anche il monitoraggio a Napoli rivela che nei documenti formulati nei collegi dei docenti vi è stato un moto generalizzato e sdegnato di rifiuto di mettersi " al paragone " dei colleghi.

Pubblichiamo il resoconto della Gilda degli insegnanti di Napoli.

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La scuola napoletana dice no alla sperimentazione della valutazione degli insegnanti!

Abbiamo assistito nelle scuole di Napoli ad uno spontaneo e dilagante rifiuto di partecipare al rinnovato tentativo da parte del Ministero di introdurre nella scuola pubblica pretenziosi sistemi di valutazione del merito.

Sono centinaia le scuole napoletane i cui collegi si sono espressi, anche con documenti critici, per la non adesione alla sperimentazione sul cosiddetto " merito". In alcune scuole ci risulta i collegi dei docenti non abbiano neanche preso in considerazione la possibilità di tale adesione. Poiché nel territorio napoletano ci sono oltre 600 scuole non abbiamo ancora un monitoraggio dettagliato delle non adesioni, ma una cosa è certa, nei documenti formulati nei collegi dei docenti vi è stato un moto generalizzato e sdegnato di rifiuto di mettersi " al paragone " dei colleghi , operazione questa scientificamente impossibile in tempi brevi, (forse solo a fine carriera si potrebbe paragonare il lavoro svolto da due insegnanti) e soprattutto vi è stato un razionale rifiuto al concetto di valutazione senza garanzie precise di competenza e parzialità di chi dovrebbe valutare. Si è consolidata inoltre nei docenti napoletani (ammesso fosse possibile) l„assurdità di poter determinare percentuali precostituite di meritevoli,15% o 25% che sia, lì dove i meritevoli potrebbero essere il 100% o anche nessuno.

Sul sito della Gilda di Napoli è rilevabile la situazione delle non adesioni ufficiali che ci vengono comunicate dalle varie scuole napoletane.

Tra i vari documenti che ci sono stati inviati dai colleghi citiamo alcuni passi di quello della collega Maria Rosaria Concilio dell´IS Elsa Morante di Scampia che ci sembrano molto significativi:

Non aderisco
Perché dov´era la Gelmini quando io, precaria, ho macinato chilometri a piedi, in auto, in treno, in bus, in aliscafo o in nave in balia delle onde, per non perdere la possibilità di fare l´anno di servizio?

Non aderisco
Perché non mi assento, ma sono comunque fannullone.

Non aderisco
Perché il mio stipendio è il più basso rispetto a tutti i docenti europei, eppure ho 2 abilitazioni, 2 specializzazioni, 3 perfezionamenti e sto per conseguire la seconda laurea e 1000 euro una tantum mi offendono.

Non aderisco
Perché qui a Scampia tutti docenti sono meritevoli per il solo fatto di offrire ai giovani un´alternativa al nulla.

Non aderisco
Perché il mio merito è quello di venire tutte le mattine ad insegnare in un posto su cui e di cui tutti scrivono libri di camorra eppure mi accoglie una scritta gigantesca che recita:"Quando la felicità non la vedi, cercala dentro".

La Gilda di Napoli condivide la non adesione dei colleghi perché essa non è fine a se stessa, ma è il rifiuto di vedersi calare dall´alto come al solito un progetto debole senza che nessuno abbia interpellato prima di tutto chi lavora nella scuola. Perché il Ministro non chiede agli insegnanti come e da chi vogliono essere valutati? Gli insegnanti e le scuole chiedono di essere coinvolti in un processo che dovrebbe servire a migliorarsi, evitando tuttavia una classifica da HIT Parade.


Napoli, 3 gennaio 2011
Gilda degli Insegnanti di Napoli

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