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Sanzioni disciplinari, no alla reintroduzione della sospensione cautelare

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Un colpo di mano quello dell´emananda circolare, avverso il quale la FGU annuncia battaglia legale.


Sanzioni disciplinari, no alla reintroduzione della sospensione cautelare venerdì 5 novembre 2010

La Gilda degli Insegnanti annuncia battaglia legale contro le ingiuste sanzioni disciplinari comminate ai docenti dai dirigenti scolastici.

Se da una parte, infatti, il testo della circolare ministeriale, che sarà pubblicata lunedì, accoglie la richiesta avanzata dalla Gilda di obbligare i capi di istituto a motivare debitamente le sanzioni, dall´altra reintroduce la sospensione cautelare che era stata abrogata dal decreto 150/2009. Un colpo di mano che il sindacato intende contrastare attraverso l´azione legale e l´impugnazione della sanzione davanti al giudice del lavoro.

"Una circolare ministeriale
- afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglionon può scavalcare una legge dello Stato, ripristinando un provvedimento che è stato cancellato normativamente. . Inoltre, nonostante i rilievi sollevati dalla nostra delegazione durante l´incontro che si è svolto a viale Trastevere, il ministero non ha inserito nel testo della circolare alcun riferimento ai rischi di responsabilità penali a carico dei dirigenti scolastici in caso infliggano ai docenti sanzioni ingiuste. Un´eventuale violazione delle disposizioni disciplinari, unita a un comportamento intenzionale del dirigente, - spiega Di Meglio - potrebbe integrare, infatti, l´abuso di ufficio".

Per tutelare i docenti, la Gilda non risparmierà alcun mezzo legale: "Gli insegnanti vittime di sanzioni ingiuste - afferma il coordinatore nazionale - potranno rivolgersi alle nostre sedi provinciali che garantiranno la necessaria assistenza, sia in sede civile che penale. Non potendo più risolvere questo contenzioso in via amministrativa, infatti, saremo costretti a ricorrere all´azione penale e all´impugnazione della sanzione davanti al giudice del lavoro".

Roma, 5 novembre 2010
Ufficio stampa Gilda degli insegnanti

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