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A cura di Gina Spadaccino

Richiesta di accesso al proprio fascicolo personale: è necessario un concreto e diretto interesse?

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Ho chiesto di avere copia del mio fascicolo personale impegnandomi a versare alla scuola in base alla tracciabilità dei pagamenti la somma corrispondente alle marche da bollo da apporre su ogni foglio da fotocopiare (la somma si aggira oltre i 200 euro! Possibile?). La scuola però mi sta creando un sacco di difficoltà, perché vuole che io precisi in dettaglio le motivazioni dell´accesso, il preciso interesse giuridico che ne è alla base e gli specifici documenti che intendo visionare all´interno del fascicolo (sempre e solo il mio). Per le vie brevi ho comunicato al DSGA che la visione del fascicolo serve alla "mia tutela legale e professionale", ma tale motivazione è stata ritenuta troppo generica.
Possibile che io stessa, l´interesata, non possa avere copia del mio fascicolo personale?


Riguardo alla possibilità di accesso di un dipendente al suo fascicolo personale, la sentenza TAR Abruzzo - Pescara, sez. I, 18 ottobre 2007, n. 821, attribuisce tale rilievo alla situazione sì da riconoscere al pubblico dipendente la titolarità di una posizione giuridicamente tutelata in relazione alla conoscenza degli atti contenuti nel suo fascicolo personale, senza che ricorra la necessità per il medesimo di esternare espressamente la presenza di un concreto ed immediato interesse.
Pertanto, si ritiene che la richiesta della docente, così come formulata, possa essere comunque accolta.

Ad ogni modo, data la mole di atti che possono trovarsi nel fascicolo, il responsabile del procedimento ben può richiedere, per le vie brevi e informali, di indicare i soli documenti di cui interessa avere copia.

Per quanto concerne i costi delle copie di documenti richiesti a seguito di istanza di accesso agli atti, si osserva che il rilascio delle suddette copie è soggetta al pagamento dei costi di riproduzione mediante apposizione di marche da bollo (cfr. C.M. 163 del 1993 e 94 del 1994).

Con la circolare ministeriale 163 del 25 maggio 1993 è stato precisato che ".........A tal fine si ritiene equitativo suggerire la fissazione di un corrispettivo omnicomprensivo (costo della carta, spese funzionamento fotoriproduttore, ecc.) dell´importo fisso di L. 500 per il rilascio da 1 a 2 copie, di L. 1000 da 3 a 4 copie e così di seguito, da corrispondere mediante applicazione di marche da bollo ordinarie da annullare con il datario a cura dell´ufficio...........".

Sullo specifico argomento della quantificazione dei costi di riproduzione dei documenti di cui si richiede copia ai sensi della legge n. 241 del 1990 non vi sono state disposizioni di aggiornamento rispetto a quanto precisato dalla circolare n. 163 citata.

Per quanto riguarda l´accesso ai documenti amministrativi invece l´imposta di bollo è dovuta esclusivamente per il rilascio della copia conforme mentre è esclusa dall´imposta di bollo sia la richiesta di accesso che l´eventuale copia informe. (C.M. 94 del 16 marzo 1994).

Con decreto del Ministro dell´Economia e delle Finanze del 24 maggio 2005 a decorrere dal 1 giugno 2005 l´importo in misura fissa dell´imposta di bollo è stato elevato a Euro 14,62; pertanto, l´imposta di bollo è dovuta soltanto quando la copia viene spedita in forma autentica.

Ciò premesso, e presumendosi che non siano state richieste copie in forma autentica, si ritiene che la collega dovrà produrre per i costi di riproduzioni le marche da bollo nel valore risultante a seguito dei calcoli effettuati alla luce della C.M. n. 163 del 1993.

La richiesta di versare la somma sul c/c bancario della scuola non può invece essere accolta in quanto il costo di riproduzione viene corrisposto attraverso l´apposizione sull´originale del documento delle marche da bollo che la docente deve consegnare alla scuola e che quest´ultima provvederà ad annullare.

 

 

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