AI COLLEGI DEI DOCENTI DELLE ISTITUZIONI SCOLASTICHE DELL'ISTRUZIONE TECNICA

Le criticità evidenziate dalla FGU nella riforma dei Tecnici e Professionali e la lettera ai Collegi dei Docenti

20 Marzo 2026
Servizi per gli iscritti

Alla luce dei quadri orari dei nuovi Istituti Tecnici, pubblicati il 9 marzo con il DM 29/2026, la Gilda Unams segnala gravi criticità che rischiano di compromettere sia il corretto avvio dell’A.S. 2026-27, sia i profili in uscita degli studenti iscritti alle classi prime, sia la gestione delle titolarità dei docenti e dei posti di lavoro.

Innanzitutto, le iscrizioni alle classi prime sono state acquisite senza che fossero stati definiti i quadri orari, fatto che riteniamo gravemente scorretto nei confronti degli studenti e delle famiglie, nonostante tutti i proclami e gli investimenti del governo sul valore dell’orientamento. Ancora ad oggi, dopo il DM pubblicato il 9 marzo, manca la individuazione delle classi di concorso corrispondenti alle discipline e mancano le Linee Guida che definiscano i profili culturali, educativi e professionali. Intanto però i Collegi dei docenti dovrebbero deliberare a quali discipline assegnare le ore a disposizione del curricolo scolastico, ma questa delibera non ha i necessari presupposti e non ha alcun senso se limitata solo alle classi prime, poiché potrebbe essere validamente motivata solo se inserita in una visione necessariamente organica di tutto il percorso.

L’attribuzione di una quota rilevante del curricolo alle decisioni autonome delle scuole è una delle maggiori criticità della riforma, poiché abbiamo segnalato più volte le anomalie nel sistema della autonomia scolastica e le diffuse problematicità e difficoltà di gestione che si devono purtroppo riscontrare. L’autonomia dovrebbe gestire due ore settimanali nel primo biennio, tre nel secondo biennio e addirittura sette nelle classi quinte, che può determinare uno stravolgimento totale dei profili in uscita: non è accettabile che queste decisioni vengano adottate in corso d’opera, senza chiarezza e trasparenza all’atto della iscrizione. Ci chiediamo anche quale potrà essere l’impatto dell’esame di maturità in un panorama dell’istruzione tecnica che sarà frammentario e indecifrabile.

Ma le gravi criticità riguardano anche il curricolo nazionale. Nel biennio del settore tecnologico-ambientale le discipline scientifiche Fisica, Chimica, Biologia e Scienze della terra vengono fuse nell’unica disciplina Scienze Sperimentali! A quale classe di concorso potrà essere affidata? Quale insegnante può avere la competenza e l’esperienza per un insegnamento trasversale che dovrà prescindere dall’epistemologia, dal linguaggio specifico e dal rigore metodologico? È forse questa la strada per rafforzare le discipline STEM, come era previsto anche nel PNRR? Sarà inevitabile un netto abbassamento nei livelli di apprendimento, in contraddizione con le finalità proclamate dalla riforma. Tante altre le criticità, una per tutte la eliminazione della Geografia nel triennio Turismo, oppure l’introduzione già al biennio di discipline specifiche senza i necessari prerequisiti e fondamenti concettuali.

Veniamo agli organici dei docenti. Siamo a fine marzo ed è ancora impossibile formulare gli organici perché manca l’individuazione delle classi di concorso; allo stesso tempo le scuole autonome non potranno però non tenere conto degli eventuali perdenti posto nello scegliere le discipline relative alla quota di flessibilità.

Per tutte queste incertezze e criticità la Gilda Unams ha chiesto al Parlamento di rinviare al prossimo anno l’attuazione della riforma, per rendere possibile una riflessione condivisa ed eventuali correttivi al Decreto Ministeriale.

Lanciamo quindi un appello ai collegi dei docenti ad astenersi dall’adottare qualsiasi delibera sui quadri orari dei nuovi percorsi dei Tecnici, che imputerebbe alla scuola la corresponsabilità di una organizzazione improvvisata, frammentaria, priva di una visione congrua e coerente e addirittura in contrasto con le finalità dell’ordinamento e con la tutela delle titolarità degli insegnanti.

La Federazione Gilda Unams


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