Il nuovo numero di Professione Docente di settembre 2022

29 Agosto 2022
PROFESSIONE DOCENTE

LA CATTIVA SCUOLA

di Renza Bertuzzi 

Riconosciamo una certa pervicacia (ingenua?) nel continuare a definire scuola quell’ibrido, cominciato a formarsi con la riforma Berlinguer e via via consolidatosi con tutti i governi delle opposte compagini, i quali, con tacito accordo, hanno proseguito per la stessa strada tracciata da Berlinguer. Oggi la scuola è altro da quello che i padri costituenti avevano deliberato, oggi la scuola è stata sequestrata dall’economia ed ha la forma - ridicola - di azienda. Spazzata via la libertà di insegnamento; ridotti i docenti a impiegati d’ordine; illusi studenti e genitori a pretendere il successo formativo, in una scuola facile e “affettuosa”.
Verrebbe la tentazione di alzare le mani e arrendersi, ma non si può, non si deve o almeno non lo vogliamo noi, della Gilda degli Insegnanti e del suo giornale. Non si può assistere, vinti, allo scempio della Costituzione, ai suoi articoli 3, 33, 34, come cittadini e insegnanti intendiamo non darla vinta e continuare a parlare e a criticare: è un diritto ma soprattutto un dovere.
Sulla caduta del governo presieduto da Mario Draghi non c’è naturalmente da illudersi su eventuali cambiamenti, esclusa forse una immediata soddisfazione per il cambio di Ministro della P.I. Ma, i Ministri cambiano e tutto resta come prima. Quale che sarà il prossimo governo, ascolteremo le stesse proposte sulla scuola di questi ultimi anni e assisteremo alla prosecuzione della sua rovina. Eppure, senza illusioni occorre continuare la nostra delenda Carthago ove al posto della città si deve intendere la cattiva scuola.
In questo numero, in particolare due sezioni che rappresentano in modo lampante quale sia la perversa strada tracciata dai politici. La prima è La resa dell’istruzione pubblica al mercato con l’analisi e la denuncia di Rino Di Meglio, Legge 79, varata con metodo antidemocratico per una scuola aziendapag.3; (a pag 20 Una sintesi ragionata della Legge, a cura della redazione) e Il pesce puzza dalla testa, Gianfranco Meloni, pagg.4-5; la recensione di Gianluigi Dotti, Ragionando sul libro di Gavosto, La scuola bloccata e l’articolo Perché non si può e non si deve dire che la scuola fa schifo, pagg. 16-17. La seconda, La mortificazione delle discipline, con gli articoli di Riccardo Morri, intervistato da Ester Trevisan, Contrastare l’analfabetismo geografico diffuso è un interesse generale, pagg.10-11; Giovanni Carosotti, Una storia senza linea del tempo, pag.13; Gianluigi Dotti, Non cognitive skill. Come limitare la conoscenza, i saperi, i contenuti disciplinari, pag. 12.

A corredo di questa visione, l’analisi del costituzionalista, Il ribaltamento dei diritti doveri lavoro e al voto: all’origine dell’odierna negazione dell’uguaglianza, pagg.8-9 in cui Francesco Pallante dimostra come l’attuazione dell’articolo 3 della Costituzione imponga istruzione, lavoro e voto. Senza un’istruzione di qualità si consolidano le disuguaglianze.

Giuseppe Candido porta una ulteriore prova del deprezzamento dell’istruzione attraverso l’analisi della scarsa (anzi nulla) considerazione delle retribuzione del personale docente, Gli stipendi degli insegnanti italiani e i contratti mancati, pagg.6-7.

Un’intervista di Ester Trevisan a Cesare Moreno, il Maestro di strada per eccellenza, La scuola, presidio della crescita umana, pagg.14-15, ci permette di conoscere realtà disagiate e interventi coraggiosi.

Due recensioni, Fabrizio Tonello, Tarik che vorrebbe scappare da una vita segnata, di Alice Keller, storia di un bambino migrante e la conoscenza dell’esperienza della Famiglie accoglienti. Per tutti i Tarik del mondo, pag.19 di Antonella Agnoli.

L’altra di Stefano Battilana, Il didaskalion e la Bedeuteng: l’arte per i non addetti ai lavori. Un testo di Elisabetta Coppola su una storia dell’arte finalmente inclusiva, pag.18.

Infine la giornata mondiale del docente, del 5 ottobre dedicata quest’anno alla musica classica, con un concerto sinfonico, un riconoscimento ai molti docenti di musica, anche dei Conservatori che la Gilda-Unams rappresenta.

Allegato a questo numero un fascicolo di 4 pagine a cura di Antonio Massariolo con un’ inchiesta completa sulla condizione docente in Europa Analisi comparativa della condizione docente in Europa: motivazioni, condizioni di lavoro, impegno didattico e non didattico, retribuzioni.

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